Descrizione
Non è passato molto tempo da quando Korg ha abbandonato il Multi/Poly, ma eccoci qui a guardare il Multi-Poly Module. In sostanza, si tratta dello stesso modello, solo impacchettato all'interno di un alloggiamento più stretto, adatto ai rack, che può comunque fungere comodamente da unità da tavolo. Sebbene il nome sia stato preso da una leggenda del 1981, questa offerta ringiovanita e rimodellata può fare molto, molto di più. Sia che stiate suonando nel vostro studio o scrivendo nuovo materiale con la vostra band, il Multi/Poly si dimostrerà un cavallo di battaglia senza limiti. Aspettatevi pad, lead, effetti, bassi... in pratica, con questo modulo siete invitati a scegliere la vostra avventura.
La struttura dell'oscillatore
Se il Mono/Poly del passato era un vero sintetizzatore del suo tempo, l'edizione attuale è decisamente della nostra epoca. È un sintetizzatore con cui sarà difficile annoiarsi e, in effetti, ci vorrà un bel po' prima di scoprire ogni angolo di ciò che ha da offrire. Mentre il semplice Mono/Poly era dotato di quattro voci, questa versione ne ha ben 60. Dispone inoltre di diversi tipi di oscillatori: a modellazione analogica, wavetable, waveshaper e noise. Viene già fornita una serie di wavetable prodotte da Korg, ma è anche possibile creare le proprie utilizzando il motore Kaoss Physics.
Il nuovo sistema Korg Multi/Poly
Si tratta di un sintetizzatore analogico virtuale in forma hardware ed è il primo del suo genere a utilizzare la tecnologia Korg di nuova generazione. Tutte le opzioni modulari sono state racchiuse in un involucro più compatto e, come cenno al passato, si può persino giocare con le schede vocali virtuali. In passato si trattava di una grande scheda di circuito che ospitava una sola voce monofonica insieme a tutti i chip per gli LFO, gli inviluppi, i filtri e così via. Quindi, se si disponeva di quattro schede di circuito, si aveva una polifonia totale di quattro voci. Korg è riuscita a modellare virtualmente questi circuiti, completi di leggere deviazioni, in modo che ogni nota di ogni accordo suoni sottilmente diversa dall'altra - il che, per alcuni, è esattamente il punto in cui si trova la magia dei synth vintage. Inoltre, gli oscillatori interni (o, in realtà, l'intera scheda vocale) continuano a oscillare, proprio come facevano i loro antenati analogici. Un altro aspetto interessante è che gli inviluppi con un rilascio più lungo riprendono il livello dell'inviluppo corrente durante un re-trigger (con attacco) piuttosto che un nuovo livello zero, rendendo il suono un po' più 'legato'.
Gli extra
Questo è ancora, senza dubbio, un dolce e gustoso sintetizzatore dal sapore vintage, ricco di opportunità sonore, ma non è tutto. È presente anche il Motion Sequencing 2.0 di Korg, che trova le sue origini nel Wavestate che, a sua volta, ha preso spunto dal leggendario Wavestation. È presente anche una ricca serie di effetti, tra cui EQ, chorus, flanger, phaser, riverbero, delay e altro ancora. Con tutto questo, vi chiederete come sia possibile mantenere una visione d'insieme chiara. Per fortuna c'è l'editor Multi/Poly e il software librarian pronti ad aiutarvi, sia che lavoriate con Windows che con OSX. A proposito di software, sono inclusi anche iZotope Elements, Skoove e un pacchetto di softsynth Korg. In breve, si tratta di una balena di sintetizzatore incredibilmente estesa.