Descrizione
Il sequenziatore Polyend Tracker può sembrare un po' azzardato se non si ha idea della sua origine, tuttavia chi ha raggiunto i 40 o 50 anni dovrebbe ricordarsi bene del tracker. Prodotto per la prima volta da Amiga negli anni '80, questo tipo di tracker è diventato rapidamente una caratteristica standard della maggior parte dei computer. Le nuove generazioni potrebbero avere maggiore familiarità con l'incarnazione denominata Buzz (o Renoise), ma a parte questo, il Tracker offre l'accesso a un metodo di composizione che per un po' di tempo è riuscito a passare inosservato. Seduto ai margini di tutto, questo è essenzialmente uno strumento di produzione musicale completo. Dotato di porte audio, tra cui MIDI in e out, questa workstation-in-a-box in stile MPC ha in più un'interfaccia tracker e un piccolo esercito di drum pad.
Le caratteristiche del tracker Polyend
Tradizionalmente, un tracker è un metodo di creazione del suono in sé e per sé. Potrebbe essere descritto come un sintetizzatore (come la forma prevalente di synth FM degli anni '80), ma anche i campioni sono un valore fisso. Nel Polyend Tracker, un lettore e registratore di campioni è stato integrato insieme a un sintetizzatore granulare e a un sintetizzatore wavetable, offrendo un margine di manovra più che sufficiente in termini di progettazione sonora. Offre anche effetti ed è in grado di leggere i classici file MOD (il formato di file utilizzato dai tracker Amiga di un tempo). Tutto questo è racchiuso in una scatola alimentata via USB e dotata di uno slot per schede microSD e di un chiaro schermo a colori.
Cosa sono i tracker?
Per spiegare cos'è un tracker nei termini più semplici, basta descriverlo come una griglia bidimensionale divisa in binari su cui si possono inserire le note. In termini di navigazione e di modo di pensare, è un po' come Excel. Mentre un programma DAW standard ha un processo di pensiero simile a quello di un tape-paradign, dove le registrazioni in tempo reale giocano un ruolo importante, il tracker è un modo molto più nerd di scrivere la partitura. I musicisti classici che vogliono posizionare le note esattamente al posto giusto senza bisogno di un metronomo, probabilmente scopriranno che con un tracker funzionano molto meglio di quanto si possa pensare. Un'altra caratteristica dei tracker è che consentono di posizionare le note in modo incredibilmente rapido, come se si digitasse un pezzo di testo in un programma di elaborazione testi. Questa è la differenza tra un tracker e una qualsiasi DAW standard, dove l'interfaccia è progettata con un'attenzione particolare all'uso del mouse e supportata da un'infinità di menu grafici, mentre un utente esperto di tracker si limiterà a digitare le proprie note con una rapidità di battitura degna di un giornalista di un giornale degli anni '50 alle prese con una scadenza.
Consigli e osservazioni
- Nota: questo modello è in edizione limitata!